Aquileia
Da LaMonetaPedia.it.
I PATRIARCHI DI AQUILEIA
I patriarchi ghibellini
(Da definire)
- Gregorio di Montelongo (1251-1269)
- Filippo I di Carinzia (1269-1273)
- Raimondo della Torre (1273-1299)
- Pietro II Gerra (1299-1301)
- Ottobuono di Razzi (1302-1315)
- Gastone di Torre (1316-1318)
- Pagano di Torre (1319-1332)
- Bertrando di San Genesio - Bertrando di Saint Geniès (1334-1350).
- Nicola di Lussemburgo (1350-1358)
- Ludovico I della Torre (1359-1365)
- Marquardo di Randeck (1365-1381)
- Filippo II di Alençon (1381-1387)
- Giovanni V Sobieslaw di Moravia (1387-1394)
- Antonio I Gaetani (1394-1402)
- Antonio II Panciera (1402-1412)
- Antonio III di Ponte (1409-1418) (1409-1412 opposto al Patriarca)
- Ludovico di Teck (1412-1439)
Principali Cariche del Patriarcato di Aquileia
Patriarca Principe temporale e metropolita ecclesiastico: Riceve l’investitura imperiale nel duomo di Cividale ed è consacrato nella basilica di Aquileia.
Vicario "in Spiritualibus": si occupa degli affari ecclesiastici aiutato da altri prelati.
Vicario "in Temporalibus”: Si occupa degli affari temporali aiutato da altri dignitari.
Capitano Generale: Guida l’esercito che arriva a comprendere circa 500 elmi (cavalieri con scudiero e servente) forniti dai nobili vassalli liberi, ecclesiastici o ministeriali e 20.000 pedoni teorici (poche migliaia in realtà) raccolti nei feudi (servi di masnada, taglie) e nelle gastaldie, ed organizzati in decene.
Avvocato: Rappresenta e tutela legalmente il patriarcato ed il principato. La carica ereditaria è tenuta dai potenti conti di Gorizia.
Baroni: Grandi Feudatari con obbligo di omaggio al patriarca e servizio militare personale, diritto di esercitare giustizia e sub-infeudazione. Tra i maggiori ci sono i conti di Gorizia, i signori di Prata, di Porcia (avvocati del vescovo di Ceneda). Sono giudicati solo da loro pari. Il feudo si trasmette solo per linea maschile. La nobiltà è tedesca.
Vescovi, Abati e Capitoli: Feudatari ecclesiastici, esentati dal prestare servizio militare personale. Tra i maggiori ci sono l’abate di Moggio, i vescovi di Concordia e di Ceneda. Habitatores Feudatari (Gastaldi e Capitani) che amministrano Abitanze Nobili (con diritto di giurisdizione), Abitanze Minori (riscossione tasse e dazi), castellanie e ville (circa un centinaio).Si trasmettono anche in linea femminile.
Ministeriali (Gasindi o Masnadieri). Ministri del Patriarcato, si trasmettono anche in linea femminile: Camerlengo (finanze),Coppiere (carica ereditaria tenuta dai duchi di Carinzia, poi dai signori di Zuccola), Scalco o Dapifiero (duchi d’Austria), Camerario (signori di Partistagno-Cucagna che hanno per stemma un leone rampante), Marescalco e Gonfaloniere (capo della polizia, nel XIII sec. entrambi ai feudatari di Tricarno-Arcano che hanno feudi in Istria e Romagna, nello stemma tre cani neri e si dicono discendenti dei re di Croazia).
Ministeriali Ignobili: Prestano servizio alla corte patriarcale in cambio di un appezzamento di terra (cocchieri, barbieri, lavandai).
Arcidiaconi: Hanno giurisdizione ecclesiastica su circoscrizioni, che comprendono più pievi.
Municipi: Comunità urbane dotate di privilegi economici. Il Gastaldo, Podestà o Capitano è nominato dal Patriarca ed è affiancato da scabini, giudici, il consiglio maggiore e l’arengo (consiglio popolare). Le civitas istriane invece contendono il potere ai propri vescovi: Capodistria è la prima ad eleggere un podestà. Trieste nomina un Sindacos Pocurator et Massarius (1216) che in pratica svolge le funzioni del podestà.
Vicinie: Comunità rurali governate da una carica elettiva: sindaco, un decano o un zupan (giudice), sottoposte ad un feudatario o un municipio. Eleggono inoltre un cameraro che amministra le chiese.
Parlamento: Assemblea dei rappresentanti del clero (Vescovi, Abati e Capitoli), dei Baroni, dei Ministeriali, degli Habitatores e dei Municipi (dal XII° sec.). Riunita ogni tre anni. Svolge le funzioni di corte d’appello, anche per i baroni.
La popolazione è formata da pochi liberi, per lo più nelle città, e dai servi della gleba (80% della popolazione) di proprietà dei feudatari. L’inizio dell’affrancamento è determinato dalle predicazioni dei domenicani e dei francescani (XIII° sec.) ma i coloni restano legati alla terra, devono prestare servizi gratuiti e pagare le tasse in natura. La servitù permane fino alla seconda metà del XV° sec. (circa 150 anni in più rispetto al resto d’Italia).
Collegamenti
- Aquileia,storia e monete concesso da roth37.it
- Articolo di Tergestum su www.lamoneta.it
- Articolo di Tergestum su www.lamoneta.it
Bibliografia
Bernardi Giulio Monetazione del Patriarcato di Aquileia, Trieste, 1975
Kandler Pietro Codice Diplomatico Istriano, Trieste, 1846/64
Liruti Gian Giuseppe Della moneta propria e forestiera ch’ebbe corso nel Ducato di Friuli. Venezia, 1749
Puschi Alberto La zecca de’ Patriarchi di Aquileja. Trieste, 1884
Schweitzer Federico Serie delle monete e medaglie d’Aquileia e di Venezia. Trieste, 1848
Themessl Jakob Munzen und Munzwesen des Patriarchenstaates Aquileia. Vienna, 1911
Note
Articolo derivato da contributo originariamente postato da tergestum (Riccardo Paolucci)Indice |

