Carlino

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Saluto d'oro di  Carlo II D'Angiò
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Saluto d'oro di Carlo II D'Angiò

Moneta introdotta nel regno di Napoli nel 1278 ad opera di Carlo I d'Angiò nell' ambito della sua radicale riforma monetaria. Fu denominata carlino chiaramente in onore del sovrano.L'incisore della moneta fu Giovanni di Maestro Fortino e raffigura la scena dell'Annunciazione alla Vergine Maria per mezzo dell'arcangelo Gabriele. L'avvento della nascita del Cristo è simboleggiato con il saluto che l'arcangelo porge a Maria: "Ave gratia plena dominus tecum" (Vangelo Luca 1,28),cioè "Ave, piena di grazia, il signore e con te".In virtù di tale immagine il carlino angioino fu anche conosciuto come saluto.

Il saluto fu coniato in argento (un ottima lega di 934 millesimi e un peso di 3,34 gr) e in oro (4,43 gr) con il valore di 15 carlini d'argento.

Si coniarono anche mezzi carlini sia d'oro che d'argento (rispettivamente 2,21 gr e 1,67 gr). Il figlio di Carlo I, Carlo II d'Angiò, continuò con la coniazione di saluti ma nel 1302, mutato il rapporto fra oro e argento, si coniò un nuovo carlino di peso differente (4,00 gr) e denominato gigliato per la presenza di una croce gigliata al rovescio.Il carlino gigliato fu subito abbandonato dal primo aragonese di Napoli:Alfonso I.Egli introdusse un carlino detto alfonsino, dal suo nome, e con peso di 3,60/3,63 grammi. Il tarì fu con Ferdinando I d'Aragona uguagliato a 2 carlini e il nuovo mezzo carlino che ne nasceva era quello denominato Armellino (gr. 1,78) in onore dell'ordine sacro e militare dell'Armellino.

Il quarto di carlino fu detto cinquina.Il modulo,il peso e la qualità del metallo del carlino e dei suoi sottomultipli si ridusse sempre più col passare del tempo.L'ultimo carlino risale al 1859, regnante Ferdinando II di Borbone. Ebbe larghissima diffusione e il nome si applicò anche ad altri pezzi in oro, argento, mistura e rame di molte zecche, fra cui il carlino papale (divenuto poi giulio dal nome di papa Giulio II) e quello bolognese, dal quale derivò il nome del giornale Il Resto del Carlino.

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