Conio (strumento)
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Un conio è l'utensile utilizzato per battere una faccia di una moneta. Un conio contiene la versione incisa dell'immagine che deve essere impressa sulla moneta. Per comprendere a cosa somiglia la versione incisa, basta premere la moneta nella plastilina o nella cera e osservare l'immagine invertita che ne risulta. I coni moderni sono fatti in acciaio indurito e sono in grado di produrre molte centinaia di migliaia di monete prima che siano ritirati e segnati per renderli inutilizzabili.
Prima dell'era moderna, i coni venivano prodotti individualmente a mano da artigiani conosciuti nell'antichità col nome di caelatores. In periodi particolari, come la crisi del terzo secolo o periodi bellici, i coni venivano usati ancora anche quando erano molto consumati o persino spezzati.
Il conio che era dal lato del martello (il lato mobile), solitamente il rovescio, tendeva ad usurarsi per primo; probabilmente il materiale di cui erano costituiti i coni destinati a coniare oro e argento erano in bronzo, mentre quelli destinati a coniare rame e oricalco erano in ferro. Poiché i metalli con cui erano fatti i coni non erano duri quanto l'acciaio moderno, i tondelli, dovevano essere riscaldati prima di essere battuti.
A volte, specie sulle Monete Romane provinciali, le tenaglie utilizzate per spostare il tondello riscaldato hanno lasciato un'indentazione al centro che è rimasta sulle monete finite. Non manca di incontrare (soprattutto durante la Roma repubblicana, quando i controlli del monetato erano inferiori all'impero) quelle monete definite incuse per accidente (errore di conio), riportanti in genere il dritto e, al posto del rovescio, nuovamente l'impronta del dritto in incuso; come capita anche di trovare monete ribattute ovvero coniate su altre monete precedenti e delle quali restano tracce sul nuovo modellato.
Al termine della "vita" utile di un conio (ovvero quando l'impronta che ne derivava risultava troppo logora) questo poteva essere reimpiegato per le monetazioni ufficiali ai confini dell'impero limes, oppure dovevano essere distrutti definitivamente spezzandoli. Oggi, conoscendo il numero approssimativo di monete producibili da un solo conio, confrontandone i dati con i rilevamenti di monete rinvenute, si riesce a conoscere, sempre approssimativamente, il numero di alcune produzioni antiche.
Produzione moderna dei coni
Il procedimento di fare i coni per battere monete nelle zecche attuali richiede alcuni passaggi. In primo luogo un artista crea un grande modello della moneta in gesso. Il modello in gesso è poi ricoperto con gomma. Lo stampo di gomma è quindi usato per fare copia metallica. Tutto il questo avviene su un modello di circa 20 cm di diametro. Dopo, con un pantografo, si riduce l'immagine su una matrice positiva d'acciaio (punzone) in un processo che non è cambiato in circa cento anni. La matrice positiva è quindi temperata per renderla dura. Poi un piccolo numero di conii matrici (incusi) è fatto partendo dalla matrice positiva. Questi allora sono usati per fare i positivi di lavoro. I positivi di lavoro sono quindi usati per fare i conii di lavoro. Ad ogni passaggio il numero dei pezzi sale. I conii di lavoro sono infine usati per battere le monete. Tutti i conii sono incusi e tutti i positivi assomigliano alla moneta che sarà battuta.
Il passaggio finale naturalmente è che i conii sono usati per battere l'immagine sul tondello in modo che si trasformi in moneta.
Naturalmente in tutta le fasi di questo processo produttivo possono accadere errori. Gli errori di battitura sono generalmente unici, mentre tutte le monete battute con un conio errato avranno le stesse caratteristiche.
Il terzo lato della moneta
Sul contorno di molte monete ci sono delle scanalature, simboli o scritte. Questo tipo di disegni si imprime sulla moneta attraverso un terzo conio denominato collare. Il collare corrisponde al formato finale, al diametro cioè della moneta ed il tondello, quando viene battuto, si espande fino a riempire il collare.
Inizialmente il bordo fu usato per limitare la tosatura delle monete. Ora in genere, oltre agli scopi estetici, viene impresso per differenziare al tatto monete di dimensioni simili. Ad esempio le scanalature sulle monete da 20 cent di Euro sono nettamente diverse da quelle da 10 e 50 cent e permettono di distinguerle anche al tatto.
Collegamenti esterni
- Tecniche di Coniazione nella Roma imperiale (Dai Manuali di Lamoneta)[modifica]
Produzione moderna dei coni

