Denaro Provisino
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Il Denaro Provisino, o più semplicemente "Provisino", era una moneta coniata a Provins, nel nord-est della Francia, dai conti di Champagne. Il nome Provisino è l'italianizzazione del Denier Provinois.
Il tipo è della croce e del pettine. Al dritto il pettine nel campo ha il doppio riferimento alla attività di cardatura della lana, che era l'industria principale della città di Provins, ed al gioco di parole fra "champ" e "peigne" ("campo" e "pettine") che indicava per assonanza la regione di provenienza.
Nei secoli XII e XIII Provins era sede di un'importante fiera di bestiame, tenuta in maggio e settembre, che attirava mercanti dall'Europa intera. Essa era inserita fra le fiere della Champagne, che si alternavano fra le città di Provins, Troyes, Saint-Florentin, Bar-sur-Aube, Sézanne, Château-Thierry. Le prime tracce delle fiere sono documentate a Provins (999) e Troyes (1100): già prima del 1137 i Fiamminghi frequentavano la fiera, che gli italiani iniziarono a frequentare in maniera regolare a partire dal 1170. Basandosi i commerci sulla moneta locale, il provisino acquisì grandissima importanza e circolò ovunque in Europa.
Il grande afflusso di pellegrini a Roma, (anche in seguito alle crociate) portò grandi quantità di provisini nella città; sono peraltro documentati numerosi viaggi di influenti mercanti romani alla fiera di Provins. Vista la cattiva efficienza della zecca, e l'arrivo in minor quantità di Denari imperiali di Pavia, il Provisino ebbe larga circolazione in città, tanto da essere presto imitato dalla zecca di Roma. Verso il 1184 infatti il Senato di Roma fece emettere il provisinus senatus, mostrante il pettine sormontato da una S e la legenda ROMA CAPUT MVNDI. Sul rovescio la croce era circondata dalla scritta SENATVS P. Q. R.
Provisini furono coniati poi dal Senatore di Roma Carlo d'Angiò e da Cola di Rienzo, ed in seguito ancora da Bonifacio IX a partire dal Giubileo del 1400. Il provisino romano fu coniato fino al regno di papa Eugenio IV (1431-1447).
Una curiosità di tipo linguistico: per il suo valore di moneta spicciola, era naturale che il Provisino (chiamato Provvisino dal popolo) fosse usato per gli acquisti di generi alimentari o beni di necessità. Di qui si iniziò a dire che si andava a far prima provvisita, poi provvisita, e successivamente provvista. Nello stesso modo ebbero origine anche altre parole come provvigione, provvisionale, e così via.

