Gnecchi Francesco
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Francesco Gnecchi nacque a Milano l’8 settembre 1847 in una famiglia di industriali della seta e fu avviato a studi di giurisprudenza, dal 1875 fu associato agli affari commerciali e finanziari della Ditta Figli di Giuseppe Antonio Gnecchi in Brianza, coltivando anche un interesse per la pittura con mostre ed un discreto successo di critica. Tuttavia la sua vera passione fu il collezionismo numismatico che condivideva con il fratello Ercole, così intorno al 1870 “dopo una prima selezione”, fu deciso che Ercole continuasse ad occuparsi delle monete medievali italiane e Francesco di quelle romane (Autonecrologia, p. 27).
Nel 1886, e in seconda edizione nel 1889, esce a Milano dall’editore Hoepli la sua Guida numismatica universale contenenti 3124 indirizzi, utile repertorio ad uso dei collezionisti e nello stesso anno fece stampare un opuscolo assai difettoso con cui dava inizio alla pubblicazione delle monete romane entrate a far parte della sua collezione, secondo una classificazione degli esemplari in ordine alfabetico della legenda del rovescio, che era poi il criterio adottato dal Cohen per rispondere più alle esigenze dei collezionisti e dei commercianti che degli storici, in antitesi con il criterio cronologico che aveva informato già l’opera dell’Eckhel e che sarà poi alla base del Roman Imperial Coinage inglese (1923-1994). Nel 1884 pubblicò a Milano Le monete di Milano da Carlo Magno a Vittorio Emanuele II, scritto in collaborazione con il fratello, con un carattere prevalentemente classificatorio, che nonostante alcune manchevolezze ed errori, rimase a lungo un punto di riferimento per i raccoglitori e gli studiosi di numismatica medievale e moderna italiana. A quest’opera seguirono la monografia sulle Monete dei Trivulzio (1887) e il Saggio di bibliografia numismatica delle zecche italiane medievali e moderne (1889), ristampato anastaticamente nel 1967 e nel 1975 a Bologna.
Nel 1896 usciva il manualetto Monete romane nella serie dei Manuali Hoepli destinato ad un insperato successo, nonostante le manchevolezze e un’impostazione più collezionistica che storica, se ne fecero due edizioni nel 1900 e nel 1907 ed una traduzione in inglese nel 1903. Intanto la fama e la reputazione dello Gnecchi aumentavano, culminando nel 1906 nel conferimento della prestigiosa medaglia della Royal Numismatic Society di Londra, che lo inseriva nell’olimpo della numismatica mondiale. Nell’anno seguente uscì un altro manuale su I tipi monetari di Roma imperiale, Manuali Hoepli, Milano 1907, tradotti in inglese da Emily W. Hands, e ristampati in volume dal Num. Circ. 1908, London 1911 con il titolo The coin types of imperial Rome ed ora ristampati anastaticamente nel 1978 a Milano. L’opera condotta come sempre in maniera discontinua e “non senza incertezze” (Parise, p. 432) incontrò successo anche per la particolare propensione, in quegli anni, della numismatica italiana ad aspetti tipologici e classificatori, senza approfondire significati e motivazioni di queste scelte. Così dopo una lunga preparazione nel 1912 apparvero, sempre per i tipi di Hoepli, i tre volumi dei Medaglioni romani corredati da 199 nitide tavole e da un ritratto dell’autore. “L’opera non ebbe il successo sperato” (Parise, p. 432), tuttavia è rimasta insuperata per la ricca documentazione raccolta, “puntuale e completa degli esemplari disponibili “(Parise, p. 432), anche se comprendeva molti pezzi che medaglioni non erano. Per un giudizio più articolato della validità dell’opera “wonderful, if imperfect, work” (H. Mattingly, NC, 1944, p. 123) si rimanda alle osservazioni della J.M.C. Toynbee, Roman Medallions, New York, 1944, “he leaves the primary problem, that of defining what a Roman medallion is, unsolved” (Preface, p. 5) e pp. 17-31. Un sereno giudizio su quest’opera non ci deve tuttavia distogliere dal considerare l’ambiente culturale dello Gnecchi, che pur disponendo di cospicui mezzi economici, possedeva una cultura provinciale, poco storica e molto estetizzante, più incline ai valori genericamente tipologici ed astrattamente classificatori che storico-cronologici o attenti al significato dei tipi ed alla funzione dei medaglioni.
Nel 1916 lo G. continuò in questo filone pubblicistico con due note su « La fauna e la flora nei tipi monetari » (RIN, 29, pp. 11-82, 159-208), tradotta in inglese dal Num.Circ. 1916-1918 e in volume nel 1919, ma proseguendo sempre nella sua visione più collezionistica che storica e questo forse rimane il limite maggiore di tutta la sua opera scientifica. Il resto della sua vita gli riservò anche l’amara esperienza del carcere nel 1918 per l’accusa alla sua Società per la filatura di cascami di seta di aver fornito, a scopo di lucro, materiali di guerra agli Austriaci, tuttavia fu prosciolto, dopo la morte da tutte le accuse. Morì il 15 giugno del 1919 a Roma. Se quindi il giudizio sulla sua attività di numismatico come storico e studioso, può rivelare alcune riserve, degne di ammirazione furono il suo entusiasmo nel favorire lo sviluppo della disciplina e degli strumenti per la sua divulgazione, quali la fondazione della Società Numismatica Italiana e della Rivista Italiana di Numismatica. Furono questi, due strumenti di enorme influenza nello sviluppo, nel bene e nel male, della numismatica italiana del primo Novecento, prima dell’uscita degli Annali dell’Istituto Italiano di Numismatica nel 1954 e contribuirono a tenere vivo l’interesse per la disciplina. Infine particolarmente degna di ricordo è la sua collezione di monete romane, ricca di 20.400 pezzi, che fu acquistata dallo Stato italiano nel 1923 e si conserva ora al Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Massimo a Roma.
Bibliografia
Fondamentale rimane la voce dedicatagli nel Dizionario Biografico degli Italiani, vol. LVII, 2001, pp. 430-434 a cura di N.F. PARISE, da noi ampiamente utilizzata con il consenso dell’autore, che ringraziamo sentitamente. Si veda anche l’opuscolo in memoria di Francesco Gnecchi, pubblicato dal Circolo Numismatico Napoletano, Napoli 1919, comprendente tra l’altro, la sua Autonecrologia (pp. 25-32) e L. LAFFRANCHI, ‘L’attività
numismatica di Francesco Gnecchi’, in RIN, 32, 1919, pp. 151-204.
