Grosso Matapan
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Il Ducato d'argento o Grosso Matapan era una moneta in buon argento del valore di 24 denari piccoli (inizialmente 26), coniato a Venezia a partire dal dogato di Enrico Dandolo (1192-1205). Al dritto è raffigurato San Marco che porge il vessillo al doge, al rovescio c'è Cristo seduto in trono. Esso fu quasi certamente il prototipo del grosso o groat europeo; le fonti piú antiche indicano che il grosso matapàn fu introdotto nel 1202 per pagare i salari degli operai dell'Arsenale che stavano costruendo le navi per la IV crociata, ma in realtà il grosso veneziano, così come gli altri grossi coevi italiani, fu introdotto principalmente per motivi commerciali. In un contesto di denaro fortemente svilito e svalutato, singola denominazione usata sia per pagamenti, sia come unità di conto, il Grosso Matapàn in buon argento rappresentò una valuta forte che prese il dominio dei pagamenti internazionali, soprattutto nei Balcani e nel Mediterraneo orientale. Oltre al denaro infatti esso spazzò via dai commerci internazionali i miliarensi bizantini ed i dirhem arabi, diventando la valuta commerciale di riferimento per oltre 150 anni, grazie al severo controllo di peso e di fino attuato dalle autorità veneziane.
La svalutazione progressiva del grosso matapan iniziò verso la fine del XIV sec. a causa delle ingenti spese di guerra di Venezia, che si trovò costretta rilassare il controllo sul peso delle monete, fino ad abbassarne a piú riprese il peso ufficiale.
Le caratteristiche del grosso matapàn furono presto colte a Milano, Cremona, Genova, Pisa, Verona, Padova, Bologna e in Toscana, ove furono coniati grossi locali: si creò così nel XIV sec. un'area economica omogenea.
Il successo di questa moneta la rese molto imitata e falsificata: in particolare si ricordano i grossi imitativi di Serbia (detta anche Rascia) per la loro somiglianza strettissima, così come quelli di Bulgaria, Chio e, in Italia, Casale, Incisa, Torino e altri. Bisanzio stessa nel 1295, sotto Andronico II Paleologo, coniò una buona moneta di argento sul modello del grosso veneziano, il basilikòn, che in poco più di una cinquantina di anni si sostituì all’iperpero.
Etimologia: grosso da moneta grossa, letteralmente moneta grande; matapàn probabilmente dall'arabo mautabān.
Lista dei dogi che hanno coniato il grosso matapan
Grosso del primo tipo: peso 2,00-2,20 gr.
Enrico DANDOLO 1192-1205
Pietro ZIANI 1205-1229
Jacopo TIEPOLO 1229-1249
Marino MOROSINI 1249-1253
Ranieri ZENO 1253-1268
Lorenzo TIEPOLO 1268-1275
Iacopo CONTARINI 1275-1280
Giovanni DANDOLO 1280-1289
Pietro GRADENIGO 1289-1311
Marino ZORZI 1311-1312
Giovanni SORANZO 1312-1327
Francesco DANDOLO 1328-1339
Bartolomeo GRADENIGO 1339-1342
Andrea DANDOLO 1342-1354
Giovanni GRADENIGO 1355-1356
Michele MOROSINI 1382
Grosso del secondo tipo: peso 1,80-2,20 gr.
Andrea CONTARINI 1368-1382
Antonio VENIER 1382-1400
Grosso del terzo tipo: peso 1,35-1,80 gr.
Antonio VENIER 1382-1400
Michele STENO 1400-1413
Tommaso MOCENIGO 1414-1423
Grosso del quarto tipo o Grossetto: peso 1,00-1,40 gr.
Francesco FOSCARI 1423-1457
Pasquale MALIPIERO 1457-1462
Cristoforo MORO 1462-1471

