Luni

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Città di origine antichissima, fondata su preesistenti insediamenti Liguri, al confine tra le Diocesi di Liguria e Toscana. Si hanno notizie della città a partire dal 177 A.C. Con la caduta dell’impero d’occidente, come altre città costiere si sottrae ai Longobardi e resta sotto tutela di Bisanzio. La zecca è aperta nel 594 dal vescovo, per concessione bizantina. Le monete coniate sono pezzi in lega di piombo, mediamente sui 21 mm di diametro e del peso oscillante tra 5,75 e 8,5 grammi. Al diritto è raffigurato un busto di fronte in cerchio, anepigrafe. Al rovescio una croce a “tau� e pastorale che starebbero a indicare “Basilianae Ecclesiae�, intorno la leggenda: “ VEN[AN]TIVS EPCS� (Venanzio vescovo). Nel VII secolo i Longobardi conquistano anche la parte costiera e a Luni cessano le emissioni. Per qualche secolo la città resta una tappa per chi va a Roma via mare. Poi, con il progressivo interramento del porto dovuto al materiale accumulato dal fiume Magra, la città si spopola e verso il 1204 è disabitata completamente. Ora è un sito archeologico molto interessante, anche per i ritrovamenti di monete medievali dovuti al passaggio dei pellegrini. Anche se attualmente si trova in Liguria (Provincia della Spezia), al tempo dell’attività, la zecca faceva parte dei territori della diocesi Toscana, per cui il C.N.I inserisce le notizie sul volume 11.

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