Macerata
Da LaMonetaPedia.it.
Macerata deve il suo nome da “maceriae", cioè i materiali recuperati dall’antica “Helvia Ricina" distrutta nel VI secolo, ed usati per ricostruire la nuova città. Nel 1138 il centro si trasformò in libero Comune ed il primo palazzo del Comune fu costruito nel 1286. In seguito la città cadde sotto il dominio della Chiesa, come feudo dei vescovi di Fermo e Camerino. Macerata ottenne la piena autonomia ad opera di Giovanni XXII, che nel 1320 la eresse a vescovado con il titolo di città. Vi presero così residenza ordinaria i rettori e i vicari della Marca, la tesoreria e la curia generale e i cardinali legati dai pontefici. Più tardi ottenne anche il privilegio di Zecca che cominciò ad operare dal 1334. Dal 1371 fu sede della Curia generale delle Marche ed ebbe confermata la Zecca.
Nel 1392 Bonifacio IX concede alla città di battere monete autonome che continuano ad essere emesse durante le signorie dei Varano e di Francesco Sforza. Nel 1455 la città torna al papato. Nel frattempo, quasi contemporaneamente alle emissioni autonome (terminate il 1447) vengono battute anche monete anonime papali (1404-1471). Con Sisto IV (1471 1484) ritorna il nome del papa sulle monete. Da questo momento le monete sono battute con una certa regolarità e oltre alle emissioni papali vi sono ben tre emissioni per sede vacante. Vi battono infatti: Innocenzo VIII, Alessandro VI, Giulio II, Adriano VI, Paolo III, Giulio III, Pio IV, sede vacante, Pio V, Gregorio XIII, sede vacante, Sisto V, Urbano VII, sede vacante e Gregorio XIV. Dopo la sua morte nel 1591, la zecca viene chiusa.
Con Pio VI la zecca riprende l'attività nel 1797 e nel 1798 è usata ancora dalla Repubblica Romana, quindi cessa le emissioni definitivamente.

