Merano
Da LaMonetaPedia.it.
L’origine della zecca di Merano risale al 1253, anno in cui compaiono le prime monete, del valore di un denaro coniate sul modello dei piccoli veronesi e denominate Berner. Queste monete riportavano un “T” e la leggenda “COMES MARANO”. Vennero coniate nei cinque anni di regno di Mainardo I.
Nel 1259, in seguito anche ad una concessione dei vescovi di Trento, fecero la loro comparsa le prime monete “grosse” del Tirolo. Erano emesse sotto l’autorità di Mainardo II e presentavano l’effige di un aquila. Erano in argento e avevano il valore di 18 denari. Sempre sotto Mainardo II vennero alla luce nel 1274 anche monete da 20 denari. Riportavano, oltre all’aquila, una doppia croce e per questo vennero denominate Kreuzer. In breve si diffusero anche in tutto il nord, tanto da divenire modello per le prime monete grosse dell’area germanica. Erano apprezzate sia per la fattura ricercata, sia per l’alto contenuto d’argento.
Alla morte di Mainardo II, nel 1295, il potere passò al figlio Enrico. Le caratteristiche delle monete coniate da Enrico non variarono, tanto che diventa difficile distinguerle da quelle del padre. Enrico introdusse una moneta minore, il Vierer (quattrino).
Nel 1335 alla morte di Enrico, il governo della contea passò alla figlia Margarethe (Maultasch). In questo periodo il titolo d’argento del Kreuzer andò diminuendo progressivamente, così come la fattura delle monete, che comunque riportavano ancora le caratteristiche di quelle di Mainardo II.
Essendo rimasta senza eredi, Margarethe affidò il Tirolo e i territori limitrofi all’Austria. Conte del Tirolo divenne così nel 1363 Rodolfo IV. Fu questo un regno assai breve, perché morì improvvisamente nel 1365 lasciandoci solo pochi kreuzer a suo nome (RUDOLFUS) e pochi quattrini ancora a nome di Mainardo.
I figli Alberto III e Leopoldo III presero allora il controllo della contea. All’inizio i due giovani regnarono in comune a nome, ancora una volta di Mainardo, poi nel 1379 il controllo venne preso in toto da Leopoldo III. I kreuzer e i quattrini di questo periodo riportano il nome di LIUPOLDUS. Ma nel 1386 anche Leopoldo III morì improvvisamente, ed il governo venne assunto nuovamente da Alberto III in nome dei nipoti. La leggenda delle monete di questo periodo riportano ALBERTUS.
Alla morte di Alberto, nel 1395, il controllo del Tirolo passò al legittimo erede, Leopoldo IV. Vennero coniate in questo periodo moltissime monete tutte con nome LIUPOLDUS che, sono assai difficili da distinguere da quelle del padre.
Nel 1406 Leopoldo si accorse di preferire la parte orientale dell’Austria e quindi lasciò il controllo del Tirolo e della sua zecca al fratello Federico.
Con Federico si aprì una delle pagine più difficili per il Tirolo. Avendo, infatti, aiutato a fuggire dalla cattura l’antipapa Giovanni XXIII, Federico venne dichiarato decaduto e tutti i suoi possedimenti vennero requisiti, sino al 1427, quando riuscì a riottenere il controllo della contea. Sotto Federico vennero coniati quattrini in gran quantità, tanto che non sono affatto rare varianti e modelli diversi. La leggenda in questo caso è FRIDRICUS. Il titolo dell’argento calò ulteriormente e alla sua morte, Federico lasciò al figlio Sigismondo un territorio poverissimo, ma un patrimonio personale piuttosto importante.
Sigismondo fu l’ultimo ad utilizzare la zecca di Merano. Prese il potere nel 1439 e dopo una rigorosa riforma monetaria, cominciando a coniare kreuzer meranesi e quattrini in abbondanza (grazie anche alla scoperta di ricche miniere d’argento), ma nel 1477 decise di trasferire la zecca ad Hall, un paesino vicino a Innsbruck, dove ormai da qualche anno si era trasferita la corte del Tirolo.
In poco più di 220 anni la zecca di Merano aveva rivoluzionato il sistema monetario e diffuso una stile, quello con l’aquila dalle ali spiegate, che venne copiato e ripreso anche da molte altre zecche.
Si suggerisce la lettura dell'ampio manuale lamonetiano
La monetazione tirolese a Merano, autore Andrea Pernici.

