Monete di Venezia - emissioni dogali della Repubblica

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Nel primo periodo di emissioni della zecca di Venezia nelle monete veneziane non è possibile cogliere alcuna traccia degli intensi rapporti politici ed economici che Venezia intratteneva con l’Oriente bizantino e musulmano. Questa situazione mutò però radicalmente a partire dalla seconda metà del XII secolo. L’innovazione più significativa dal punto di vista politico si ebbe con il Doge Vitale II Michiel (1156-1172), che diede vita per la prima volta ad una emissione monetaria con il nome del Doge.

Tuttavia, la riforma più importante in campo monetario fu quella che riguardò l’introduzione, durante il dogato di Enrico Dandolo (1192-1205), di una nuova moneta, in argento quasi puro (0,965) e di peso notevole (gr 2,18): il ducato d'argento o grosso matapan che ottenne un enorme successo a livello internazionale, diventando la “valuta” più apprezzata in tutto il bacino del Mediterraneo. Il passo successivo fu costituito dall’immissione sul mercato anche di una nuova moneta aurea. Il ducato d’oro fu battuto per la prima volta nel 1285, sotto il Doge Giovanni Dandolo, con peso titolo identici a quelli del fiorino di Firenze.

Apprezzato ben presto quanto e più del fiorino stesso, il ducato, che con il doge Francesco Donà (1545-1553) cominciò a chiamarsi zecchino, divenne la moneta per eccellenza del commercio internazionale, destinata ad essere imitata in moltissime regioni, dall’Europa all’India. Purezza del metallo e stabilità del peso furono le principali caratteristiche dello zecchino veneziano che permarrà identico persino nelle raffigurazioni fino al 1815, anno in cui fu per l’ultima volta battuto sotto il secondo Governo Austriaco.

Grossi cambiamenti intervennero a vivacizzare le monetazioni europee verso la fine del XV secolo, in seguito ad una rinnovata disponibilità di metalli preziosi provenienti prima dai giacimenti d’argento nell’Europa centrale, quindi dai ricchi filoni delle Americhe. Ancora una volta fu Venezia la prima città ad emettere monete di nuovo tipo nel 1472 con il Doge Nicolò Tron, che diede corso ad una grossa moneta in argento del valore di una lira (unità di conto fino ad allora mai coniata), la cosiddetta lira tron o trono.

Nel corso del Cinquecento, però, Venezia cominciò a perdere il suo ruolo propulsivo nell’ambito del commercio internazionale, mantenendo tuttavia una funzione primaria nel traffico dei metalli preziosi soprattutto verso l’Oriente. Di conseguenza la zecca diede via via corso a nuove produzioni di monete di grande modulo e peso come il ducato e lo scudo d’argento, mentre il costante declino economico impose di coniare anche monete di valori estranei alla tradizione veneziana. Così fu per lo scudo d’oro di derivazione francese, introdotto dal Doge Andrea Gritti (1523-1539); così, per il tallero per il Levante, battuto a partire dal 1756 ad imitazione del tallero di Maria Teresa che ormai dominava i mercati d’Oriente, per la cui produzione la zecca di Venezia fu costretta persino a ricorrere all’impiego delle macchine.

Monetazione

XII secolo

38 - Vitale II Michiel (1156-1172)
39 - Sebastiano Ziani (1172-1178)
40 - Orio Malipiero o Mastropiero (1178-1192)
41 - Enrico Dandolo (1192)

XIII secolo

42 - Pietro Ziani (1205)
43 - Jacopo Tiepolo (1229)
44 - Marino Morosini (1249)
45 - Reniero Zeno (1253)
46 - Lorenzo Tiepolo (1268)
47 - Jacopo Contarini (1275)
48 - Giovanni Dandolo (1280)
49 - Pietro Gradenigo (1289)

XIV secolo

50 - Marino Zorzi (1311)
51 - Giovanni Soranzo (1312)
52 - Francesco Dandolo (1329)
53 - Bartolomeo Gradenigo (1339)
54 - Andrea Dandolo (1343)
55 - Marino Faliero (1354)
56 - Giovanni Gradenigo (1355)
57 - Giovanni Delfino (1356)
58 - Lorenzo Celsi (1361)
59 - Marco Corner (1365)
60 - Andrea Contarini (1368)
61 - Michele Morosini (1382)
62 - Antonio Venier (1382)

XV secolo

63 - Michele Steno (1400)
64 - Tommaso Mocenigo (1413)
65 - Francesco Foscari (1423)
66 - Pasquale Malipiero (1457)
67 - Cristoforo Moro (1462)
68 - Nicolò Tron (1471)
69 - Nicolò Marcello (1473)
70 - Pietro Mocenigo (1474)
71 - Andrea Vendramin (1476)
72 - Giovanni Mocenigo (1478)
73 - Marco Barbarigo (1485)
74 - Agostin Barbarigo (1486)

XVI secolo

75 - Leonardo Loredan (1501)
76 - Antonio Grimani (1521)
77 - Andrea Gritti (1523)
78 - Pietro Lando (1538)
79 - Francesco Donà (1545)
80 - Marcantonio Trevisan (1553)
81 - Francesco Venier (1554)
82 - Lorenzo Priuli (1556)
83 - Girolamo Priuli (1559)
84 - Pietro Loredan (1567)
85 - Alvise I Mocenigo (1570)
86 - Sebastiano Venier (1577)
87 - Nicolò da Ponte (1578)
88 - Pasquale Cicogna (1585)
89 - Marino Grimani (1595)

XVII secolo

90 - Leonardo Donà (1606)
91 - Marcantonio Memmo (1612)
92 - Giovanni Bembo (1615)
93 - Nicolò Donà (1618)
94 - Antonio Priuli (1618)
95 - Francesco Contarini (1623)
96 - Giovanni I Corner (1624)
97 - Nicolò Contarini (1630)
98 - Francesco Erizzo (1631]])
99 - Francesco Da Molin (1646)
100 - Carlo Contarini (1655)
101 - Francesco Corner (1656)
102 - Bertuccio Valiero (1656)
103 - Giovanni Pesaro (1658)
104 - Domenico II Contarini (1659)
105 - Nicolò Sagredo (1675)
106 - Alvise Contarini (1676)
107 - Marcantonio Giustinian (1684)
108 - Francesco Morosini (1688)
109 - Silvestro Valiero (1694)

XVIII secolo

110 - Alvise II Mocenigo (1700)
111 - Giovanni II Corner (1709)
112 - Alvise III Sebastiano Mocenigo (1722)
113 - Carlo Ruzzini (1732)
114 - Alvise Pisani (1735)
115 - Pietro Grimani (1741)
116 - Francesco Loredan (1752)
117 - Marco Foscarini (1762)
118 - Alvise IV Giovanni Mocenigo (1763)
119 - Paolo Renier (1779)

120 - Ludovico Manin (1789)

Indice

Monetazione

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