Osella

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L'Osella è una moneta coniata a Venezia a partire dal 1521 sotto il dogado di Antonio Grimani, che tradizionalmente era distribuita dal doge ai patrizi della repubblica una volta all'anno. L'origine di questa tradizione risale al sec. XIII. Durante il medioevo il patriziato veneziano era riuscito a limitare il potere assoluto del doge, sottoponendolo a quello del consesso nobiliare. A simbolo di questa dipendenza il doge era costretto a donare ogni anno 5 anatre selvatiche dalle zampe rosse (oselle in veneziano) a ciascuno dei nobili, per un valore di 5 grossi. Dato che il dono non poteva sempre essere fatto in natura, con il Decreto del Maggior Consiglio del 1361 esso fu sostituito parzialmente o in toto da 12 grossi. Con il tempo si giunse a considerare illegale la contemporanea distribuzione di doni in denaro e natura; la cosa si risolse finalmente il 28 giugno 1521 con la decisione del Maggior Consiglio di istituire l'elargizione da parte del doge durante il mese di dicembre di ogni anno di una moneta d'argento da 31 soldi, pari ad un quarto di ducato d'oro: questa moneta fu per l'appunto chiamata osella.

Le oselle per 200 anni riportarono al dritto San Marco in piedi con la figura del Doge in ginocchio che riceve lo stendardo, contornato con la legenda del ducato d'oro. Il rovescio invece commemorava temi diversi di anno in anno: la fondazione di Venezia, avvenimenti politici o militari, virtù, temi sacri, divinità o temi allegorici di vario genere. A partire dal 1710, secondo anno del dogado di Giovanni II Corner, si alternarono dritti con la raffigurazione convenzionale e temi di altro genere.

Le oselle avevano corso legale, e data la stabilità nel tempo del loro pfino (Ag .948) ed il progressivo aumento di peso (dai 9,30 g. iniziali fino ai 9.77 a partire dall'anno IV del doge Pietro Lando), si apprezzarono nel tempo dal valore iniziale di 31 soldi fino ai 78 soldi a partire dal 1732.

Le annate di emissione furono in totale 275; dato che veniva elargita un'osella a testa ad ogni membro del Maggior Consiglio si calcola che ogni anno venissero emessi circa 2500 pezzi.

Oselle di doppio peso

Gli ultimi quattro dogi fecero coniare oselle, di doppio peso che furono probabilmente distribuite a quei nobili che per qualche motivo avevano diritto a due oselle, accelerando in questo modo la loro produzione. L'emissione delle oselle di doppio peso fu discontinua e non si conosce il numero di pezzi coniati.

Oselle d'oro

Le Oselle d'oro erano battute con gli stessi conii delle oselle ordinarie ed in oro zecchino nei tagli da 2 a 10 zecchini. La loro emissione era fatta dalla Zecca di stato per conto di privati cittadini, quasi sicuramente nobili, che pagassero il valore del metallo prezioso e l'aggio. Esse erano sicuramente prodotte per ostentazione più che per la circolazione, tant'è vero che numerose di esse presentano segni di montatura o foratura.

Oselle di Murano

La comunità di Murano era l'unica dello Stato Veneto ad avere il privilegio di coniare oselle. Non è certa la data della prima emissione, che risalirebbe al 1546; a partire dal 1673 esse furono battute con cadenza quasi annuale fino al 1796. Esse erano date in dono alle autorità della comunità di Murano: quattro al Podestà, due ciascuno ai due deputati, ai due giudici, ai due giustizieri, al camerlengo ed al cancelliere; una al comandante, e 25 al Consiglio, per un totale di 50 pezzi. A partire dal 1757 ne furono aggiunte 2 in più a ciascuno dei deputati ed una al fante della sanità, per un totale di 59 pezzi. Il totale dei pezzi coniati si aggirava a 200, i rimanenti 150 pezzi all'anno erano acquistati da privati cittadini.

Anche le oselle di Murano furono coniate di peso doppio ed in oro secondo le stesse modalità delle oselle di Venezia.

Collegamenti esterni

Le oselle: monete o medaglie? Di Bruno Arata e Sergio Rossi

Indice

Oselle di doppio peso

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