Rascia

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La Raška (scritto anche come Raschka, Rascia, Rassa) fu lo stato serbo più importante e ricco durante il Medioevo il quale riunì le tribù serbe, presenti allora in quella che oggi è la Serbia, con i Balcani. Questa regione, una delle più fedeli all'Impero Romano, fu travolta dalle popolazioni slave, e poi dalle orde mongole. Dopo secoli di turbolenza in cui la penisola balcanica fu continuamente regione di confine fra le popolazioni che venivano dall'est e l'Impero Romeo (più tardi conosciuto come Bizantino), nel periodo tardo medioevale iniziarono ad organizzarsi finalmente alcuni stati nazionali: per prima la Bulgaria, travolta poi dalle orde mongole, e la Rascia. L'attuale Rascia corrisponde all'area centro-meridionale della Serbia, in particolare il distretto di Raška. La Rascia è anche chiamata Sandžak dai serbi musulmani.

Il regno di Rascia ebbe un'esistenza travagliata da lotte dinastiche ed un pressoché continuo stato di guerra civile e fu travolto infine dall'Impero Ottomano.

La monetazione

I primi re di Rascia vollero battere moneta, ed assunsero a modello la valuta internazionale per eccellenza del periodo, vale a dire il grosso veneziano. Più che di ispirazione, inizialmente si parla di copie se non di contraffazioni in argento svilito rispetto alle emissioni veneziane, tanto che Venezia ne proibì la circolazione nella città ed in tutti i suoi possedimenti, tranne Ragusa. Dante stesso cita i re di Rascia quali produttori di cattiva moneta!

Dante, Paradiso XIX, 136-141
l'Aquila, emblema della giustizia imperiale, lancia un monito ai re cristiani che mostrano con le loro opere di conoscere il Cristo meno degli infedeli:

E parranno a ciascun l'opere sozze
del barba e del fratel, che tanto egregia
nazione e due corone han fatte bozze.

E quel di Portogallo e di Norvegia
lì si conosceranno, e quel di Rascia
che male ha visto il conio di Vinegia.

I commentatori sono concordi nell' identificare il monarca di Rascia (Serbia) con Stefano Urosio II Milutin (1282-1321).

Al contrario dei predecessori, che avevano cercato di mantenere stabile il valore del grosso "matapan" sui valori fissati dallo standard veneziano di 2.178 grammi, Stefano Urosio II Milutin cominciò a operare sitematicamente una progressiva riduzione di peso della moneta che raggiuse valori compresi tra i 1,60-1,40 grammi.
Stefano Urosio II Milutin è stato proclamato santo dalla Chiesa Ortodossa Serba e viene ricordato come il Re Santo

Con il crescere della potenza del Regno, la monetazione assunse caratteristiche via via autonome dal modello originale, pur ispirandosi fortissimamente ad esso.

Con il passare degli anni l'iconografia delle monete di Rascia si stacca progressivamente dal modello veneziano, introducendo elementi stilistici più tipicamente slavi.

Il modulo rimane comunque quello del grosso, moneta di riferiemento per tutto il XIII sec. e buona parte di quello successivo. Il fino non è conosciuto, ma si suppone inferiore al grosso matapan.

La monetazione

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