Scifato
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Con il termine scifato si intende un tipo particolare di moneta emessa nell'Impero Romano d'Oriente a forma di coppa.
Scifato viene dal greco σκύφος (skýfos) che significa coppa, tazza. Questo termine si trova usato nella "Cronaca di Cassino, in una bolla di Innocenzo II del 1139 ed in altri testi del XII secolo.
Gli scifati, chiamati anche trachy nei paesi anglosassoni – dal greco τράχυς (trachys) irregolare, non liscio –, furono coniati sia in elettro (oro misto ad argento) che in biglione (argento con titolo inferiore al 500/1000).
La forma concava venne introdotta durante il regno di Costantino IX (1042-1055). Questa forma, inizialmente, è riservata alla moneta aurea. Non vi sono certezze circa le ragioni che hanno suggerito questa particolare forma: forse in quanto essa assicura una maggiore resistenza del tondello alla piegatura, soprattutto nel momento in cui il titolo di fino viene abbassato da 24 a 18/20 carati e, pertanto, il metallo risulta maggiormente malleabile.
Questa scelta comporta notevoli inconvenienti tecnici: maggiore difficoltà nella coniazione del dritto, soprattutto nella sua parte più esterna, per cui la legenda diventa spesso poco leggibile; rapida usura del verso, ovvero della superficie convessa. D’altra parte, l’adozione di questa forma consente l’uso di un tondello più sottile e quindi il mantenimento del diametro usuale pur riducendo il peso.
Scifati furono coniati anche da zecche che avevano rapporti di commercio con l'Oriente, come alcune zecche dell'Italia meridionale, ad esempio il ducale d'argento battuto il 1140 a Brindisi dal re di Sicilia Ruggero II.
In italiano è spesso usato anche il termine scodellato. Nei secoli XI-XII denari scodellati furono emessi da numerose zecche dell'Italia settentrionale, e in Germania furono noti come Schüsselpfennig o Hohlpfennig.
Il motivo esatto per cui queste monete siano state coniate con questa forma non è noto, anche se si è teorizzato che siano state modellate in questo modo per la facilità dell'impilamento; un altro possibile motivo è che in tempi di svilimento della moneta era possibile assottigliare il tondello pur mantenendo lo stesso diametro delle monete esistenti.
Esistono monete simili coniate da popolazioni galliche nel I secolo a.C. cui viene dato il nome di Regenbogenschüsselchen (Scodelline dell'arcobaleno).
Voci correlate
Bibliografia
- Edoardo Martinori: "La moneta - Vocabolario generale". Roma, MCMXV
- J. Melville Jones: A dictionary of Ancient Greek Coins. Londra, 1986[modifica]
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