Signoraggio
Da LaMonetaPedia.it.
La parola signoraggio indica l'insieme delle entrate derivante dal battere moneta, in pratica la differenza tra valore facciale della moneta e suo costo di produzione.
Il termine deriva dalla parola neolatina "signore": nel Medio Evo erano appunto i signori feudali i titolari del diritto di battere moneta e quindi i beneficiari del guadagno che ne derivava.
Attualmente il termine indica le fonti di guadagno ottenute dalla creazione di moneta da parte delle banche centrali:
- la differenza tra i costi di produzione della carta moneta e il suo valore nominale. Microstati come la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano sfruttano il signoraggio come fonte di entrate per il bilancio dello stato, emettendo monete che vengono poi assorbite dal mercato dei collezionisti.
- Negli Stati Uniti, nei tardi anni novanta venne emessa una nuova serie di monete da 25 centesimi (quarters). Qualche tempo dopo si scoprì che le nuove monete incontravano il favore di molti collezionisti, che le toglievano dalla circolazione. Poiché alla zecca statunitense ogni pezzo da 25 cent costava 5 cent, il Tesoro statunitense guadagnava ogni volta che una persona "comprava" una moneta e sceglieva di non spenderla. Il Dipartimento del Tesoro degli USA ha calcolato di aver guadagnato circa 5 miliardi di dollari in diritti di signoraggio (ad aprile 2005).
- Il guadagno ottenuto per il fatto che da un lato il denaro emesso dalla banca centrale viene conservato dai soggetti economici di un Paese (costituendo di fatto un titolo di debito a interesse negativo), dall'altro i titoli in valuta straniera detenuti come riserve dalla banca centrale fruttano interesse.
- Un altro ricavo da signoraggio si ottiene tramite l'inflazione che si genera con l'aumento dell'offerta di moneta.

