Terni

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Terni: la zecca, nel secolo XVIII, è legata al nome della famiglia Gazzoli, che raggiunse in tale periodo una ragguardevole potenza economica, grazie anche ad alcune attività commerciali, tra le quali la gestione di una ferriera, per la lavorazione ed il depuramento del ferro (“ferrera di fero et rame et una tenta de colori de ogni sorte escetto li bigi Teranani”), costituita in società con il marchese Sciamanna.

Nel 1794 il cavalier Pietro Gazzoli ottiene, per concessione pontifica, l'autorizzazione ad installare nel sito della ferriera, una zecca per battere baiocchi e quattrini, così come risulta dall’ autorizzazione pontificia: “La qualità della moneta, che dai surriferiti Marchese Marcello Sciamanna, e Cavaliere Paolo Gasoli verrà coniata nella nuova zecca di Terni e il cui preciso quantitativo dovrà determinarsi da Monsignore Tesoriere Generale, consisterà in due Bajocchi e mezzo, due baiocchi, bajocchi semplici, mezzi baiocchi e quattrini…. Volendo e decretando. Dato da nostro Palazzo Apostolico Vaticano questo dì primo luglio 1797. Pius Papa VI.”

Successivamente, in conseguenza della promulgazione del decreto di chiusura delle zecche periferiche, datato 29 novembre 1797, la zecca di Terni cessò la sua attività dopo poco più di un semestre.

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