Tolleranza
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La tolleranza nelle monete è la massima differenza ammessa tra il peso, le dimensioni o il titolo stabiliti e quelli ottenuti in fase di produzione o dovuti alla usura da circolazione.
Tolleranza di produzione
I limiti della tecnologia utilizzata in tutte le fasi di produzione di una moneta rendono impossibile rispettare esattamente quanto stabilito dai decreti di emissione. Di conseguenza, chi batte moneta stabilisce sia le caratteristiche di una moneta che le possibili tolleranze accettabili in fase di produzione.
In particolare si possono considerare tre tipi differenti di tolleranze:
- sul peso
- sul titolo dei metalli
- sulle dimensioni (spessore e diametro)
La tolleranza risulta importante non solo in tutte le situazioni in cui la moneta vale in funzione dei metalli di cui è fatta (si vedano bimetallismo e gold standard) ma anche per permettere il corretto funzionamento di macchinari che funzionano a monete.
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da verificare l'esistenza di diritti d'autore
Tolleranze di titolo e di peso ‰
S’intende come la fabbricazione delle monete sarebbe presso che impossibile qualora le monete dovessero rigorosamente avere il peso ed il titolo stabilito. Per questo ogni Stato ha stabilito delle tolleranze nella coniazione monetaria, sia in più che in meno, tanto per il titolo che per il peso. È da tener conto che sarebbe quasi impossibile di preparare tatti i dischi metallici ad un dato peso preciso e così tutte le fondite ad un dato esatto titolo, tanto più quando si riguardino le leghe di argento e rame, che come si è visto presentano una liquazione non indifferente. Per le monete dell’Unione latina le tolleranze sono le seguenti : per i pezzi d’oro la tolleranza di titolo è di un millesimo in più ed in meno, quindi il titolo può in dette monete oscillare fra 899 e 901 millesimi; la tolleranza di peso è variante a seconda del taglio della moneta da 1 a 3 millesimi in più ed in meno. Per le monete d’argento a 900/1000 la tolleranza di titolo è di 2 e per quelle ad 835/1000 di 3 millesimi, sempre in più od in meno; le tolleranze in peso sono sempre varianti a seconda del taglio. Per il bronzo la tolleranza di titolo tanto per il rame che per lo stagno è di 5 millesimi e la tolleranza in peso è di 1/100 sui pezzi da cent. 10 e 5 e di 1,5/100 sui pezzi da 2 e 1 cent. ; però dette tolleranze in peso per le monete di bronzo sono calcolate complessivamente, operando sopra 100 pezzi. Nel quadro seguente figurano tutte le tolleranze di coniazione.
Per le monete di nichel la tolleranza di titolo è di 10 millesimi, e quella di peso di 5 millesimi per i pezzi da cent. 20, e di 10 per i pezzi da 25 cent.
Molti vorrebbero che le tolleranze di coniazione, specialmente nel caso delle monete d’oro fossero solo in più, limitando in tal modo il campo in cui può oscillare il valore effettivo della moneta stessa ; cosa specialmente importante quando si riguardi la moneta per la misura del valore eu accumulazione di questo stesso.
Lo Jevons lamenta che le monete francesi sono quasi sempre scarse nel titolo, pur rimanendo in tolleranza; alcun altro lamenta che le monete d’oro di qualche Stato sono nella forte pluralità dei casi scarse in peso, pur restando fra i limiti di tolleranza.
Restringere le tolleranze a solo in più non sarebbe certamente possibile, per la maggior spesa di metallo fino che ne proverrebbe; comunque altrimenti limitarle, non è da ritenere bene, poiché ciò sarebbe dannoso a quella necessaria speditezza delle operazioni di fabbricazione monetaria.
Oltre alle tolleranze di peso concesse nella coniazione, vi sono le tolleranze di consumo, come si è visto parlando del logoro delle monete, oltrepassate le quali, le monete cessano d’aver corso e valore legale.
Per le nostre monete queste tolleranze di consumo sono di 5 per mille per le monete d’oro, di 10 per mille per i pezzi da 5 franchi d’argento e di 50 per mille per gli spezzati da L. 2 ed 1.
Queste tolleranze, specialmente per l’argento, sono veramente eccessive e fanno sì che restano in circolazione delle monete troppo consumate.
Per quanto eccessive, pure sarebbe già qualche cosa, se fosse disposto più rigorosamente circa il ritiro dalla circolazione di quelle monete che hanno raggiunto il limite di tolleranza. Invece presentemente seguitano a circolare monete che non dovrebbero e quindi quella che si potrebbe chiamare la vita legale di una moneta e che, come si è visto, potrebbe essere entro certi limiti calcolata (1), viene ad essere indebitamente prolungata.
Se le tolleranze di consumo fossero ridotte e se fossero quindi lasciate in circolazione le monete, per periodi meno lunghi, si avrebbe il vantaggio di avere sempre una circolazione metallica in buono stato e più rispondente, in ogni momento, a quei valori effettivi, che per legge deve rappresentare e costituire realmente in sé stessa.
Oggi giorno l’esame del peso delle monete, è limitato alle monete d’oro, ed anche in tale caso è fatto non frequente : sarebbe bene invece che più severe disposizioni facessero sì, che specialmente gli uffici sia pubblici che privati, i commercianti, ecc., dovessero sentire il bisogno, nel proprio interesse, di verificare il peso sia delle monete d’oro che di quelle d’argento, ottenendo così veramente, che quelle scarse in peso oltre le tolleranze legali, fossero ritirate e rifuse.

