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da verificare la possibilità di inserire il materiale 1908 (La moneta e la falsa monetazione - Umberto Mannucci).

Una moneta, per la sua legittima circolazione è soggetta a consumarsi; il suo peso diminuisce continuamente, e per questa diminuzione, ogni Stato che emetta moneta, ha stabilito un limite massimo, oltrepassato il quale, la moneta non ha più carattere legale e dallo Stato stesso viene ritirata. Si intende che nella media una moneta, di un dato taglio, perde costantemente ed annualmente una percentuale fissa del proprio peso ed in base di questa e tenuto conto della tolleranza di consumo ammessa per la moneta stessa, lo Stato potrebbe a priori stabilire quanto possa durare in circolazione una data moneta, potrebbe in altri termini, stabilirne la vita legale. Da lungo tempo e con vivo interesse, sono stati fatti lunghi esperimenti, per la determinazione del logoro delle monete e per la ricerca delle leggi che lo regolano. W. Stanley Jevons ed alcuni altri, vogliono che il logoro sia inversamente proporzionale alla super- ficie della moneta ed affermano che essendo ormai provato che le piccole monete subiscono relativamente alle grandi, una maggiore perdita in peso, per diminuire il. logoro bisognerà fare delle monete molto larghe. Studi molto importanti su questo argomento sono stati fatti nel 1888 presso la Zecca di Parigi e sotto la direzione del Kuan. Oggetto principale degli esperimenti, era il determinare se era il caso di cambiare il modulo del pezzo da lire 10 in oro, a fine di ottenere una diminuzione di logoro. Per queste esperienze fu adoperato un apparecchio speciale e consistente in una tavola di 2 m. di lunghezza per 0,55 m. di larghezza, con bordi dritti lateralmente e con grossi bordi arrotondati alle estremità ; il fondo di questa specie di cassetta così formato era costituito di diverse materie, come ottone, legno, marmo, pelle e sparso di una fine rena o polvere di pomice, allo scopo di aumentare l’attrito. L’apparecchio era fisso su di un asse orizzontale in modo da oscillare intorno a questo regolarmente, e le monete su di esso poste, venivano così a scorrere da una estremità all’altra della cassetta, spinte “lai loro peso stesso, e seguendone l’inclinazione. L’apparecchio compiva 18 oscillazioni semplici al minuto e quindi le monete poste su di esso, una corsa di 36 m. per minuto. Dopo lunghi esperimenti fu concluso : 1° che il logoro di una moneta è indipendente dalla sua superficie; 2° che il logoro è presso a poco proporzionale al peso della moneta. Il Ruan venne così a concludere che il logoro delle monete può dirsi che avvenga secondo le leggi generali dell’attrito, come del resto lui prevedeva. Fu quindi convenuto che il maggior logoro verificato nelle monete piccole, si deve al fatto che queste hanno una più attiva circolazione che le grandi, cosa del restò giusta e convincente. Si deve tuttavia riconoscere che il Ruan ha esperimentato il consumo delle monete, nella determinazione delle leggi sovraesposte, in condizioni ben differenti da quelle che causano tale consumo, nella libera e legittima circolazione monetaria. Il signor Jevons a giustificare logicamente il suo parere che il logoro aumenta col diminuire la superficie, può fare osservare che l’attrito principale che causa il logoro, è il passaggio della moneta da mano a mano e che mentre nelle piccole monete è sempre l’intera superficie che viene a contatto, nelle grandi, è solo una parte, parte che di volta in volta varia causando quindi un logoro relativamente minore; ed anche questa osservazione è innegabile. Se non si è però concordi circa le leggi dalle quali il logoro dipende, si può dire clic questo è conosciuto precisamente ed è stato determinato in base a continue e numerosissime constatazioni precise. L’oro a 916,66 millesimi come nel caso delle monete inglesi presenta un logoro maggiore che quello a 900 millesimi, titolo delle nostre monete. Il logoro medio nelle monete della Unione monetaria latina fu trovato di :


Questi dati furono trovati dai signori Ruan, Jardry e Martel negli esperimenti di verificazione generale del 1884. Si intende come il logoro delle monete sia per uno Stato una questione di primissima importanza poiché da esso ne deriva una doppia e forte spesa, per il metallo fino che si perde senza mezzo di recupero alcuno e per l’obbligo di dover nuovamente rifondere e coniare le monete logore. Da questo si vede con quanto interesse si debba porre cura circa la scelta delle leghe monetarie, affinchè oltre alla qualità di essere bene coniabili, possano anche avere quella di esser il più possibile resistenti al logoro. I recentissimi studi sulle leghe metalliche, danno molto a sperare da questo punto di vista. È stato riconosciuto come aggiunte minime di differenti metalli, diano ad uno stesso, stati allotropici diversi e ben distinti, senza ammettere la presenza di composizioni chimiche differenti. L’oro per es. con una aggiunta di 2/1000 di bismuto assume uno stato allotropico distinto: in tale condizione non può essere del tutto monetizzato poiché non è resistente al conio. Lo Chandler Roberts-Austen, chimico presso la Zecca d'Inghilterra, ha compiuto esperimenti importantissimi sulla resistenza acquistata dall'oro per l'aggiunta di quantità minime di altri metalli e da riguardarsi addirittura come impurità. In tali esperienze, detti metalli costituivano all'incirca i 2/1000 della quantità d'oro ed egli ha trovato che generalmente i metalli che aumentano la tenacità all'oro, sono quelli che hanno dei volumi atomici (') eguali od inferiori a quello dell'oro e che quelli che la diminuiscono, hanno volumi atomici maggiori ed il Roberts-Austen cerca di dare una spiegazione meccanica di questo risultato delle sue esperienze. Dalla tavola seguente si può avere idea di tali ricerche: (Volume atomico dell'oro = 10,2. Resistenza = 11 kg. per mm.) : (*) Si determina il volume atomico relativo di un corpo, dividendo il suo peso atomico per il peso specifico. Ad esempio il peso atomico dell'oro è 196,2, il peso specifico è 19,3: il volume atomico relativo sarà eguale a: 196,2 / 19,3 = 10,2



Sarebbe dunque importantissimo studiare tali leghe in rapporto alla monetazione; si intende per es. come la presenza di minime dosi di litio o di alluminio devono dare alla lega d’oro di 990/1000, usata principalmente nella monetazione, una maggior resistenza al logoro. Gli esperimenti si potrebbero fare su dischi di grandezza delle monete e di dette leghe ed impiegando uno strumento simile a quello sopra descritto ed impiegato dal Kuan. Sarebbe in tal modo possibile determinare le leghe che meglio si presterebbero resistenti al consumo proveniente dalla circolazione, diminuendo in tal modo allo Stato un onere non piccolo.

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