Verona

Da LaMonetaPedia.it.

Jump to: navigation, search

La zecca di Verona

Diploma di Lotario II, 945 d.C., che concede la facoltà di battere moneta ai Vescovi delle città di Mantova, Brescia e Verona (Archivio Diocesano, Mantova)
Enlarge
Diploma di Lotario II, 945 d.C., che concede la facoltà di battere moneta ai Vescovi delle città di Mantova, Brescia e Verona (Archivio Diocesano, Mantova)

Il primo riferimento diretto all'esistenza di una zecca a Verona è del 921, anno in cui un documento fa riferimento ad un Dominus Monetarius de civitate Veronae. E' lecito supporre che una zecca funzionasse anche prima di questa data, ma non vi è alcuna prova diretta che supporti questa ipotesi: tuttavia per analogia di stile un singolo esemplare pervenutoci di denaro si avvicina molto alle emissioni conosciute per gli imperatori Lodovico il Pio (814-840) e Lotario I (840-855) per Venezia e altre città. La prima moneta di attribuzione certa a nome di Lotario II (931-950). Recentemente però è apparso un denaro attribuibile al re di Borgogna transgiuriana e d'Italia Rodolfo II di Borgogna, che sarebbe probabilmente la più antica moneta conosciuta coniata a Verona.

La zecca di Verona pare abbia sostituito la più antica zecca di Treviso dopo l'incorporazione della Marca Trevigiana nella Marca Veronese. I denari di Verona circolavano in una vasta area geografica comprendente tutta l'Italia settentrionale, ma sono documentati ritrovamenti in Toscana, Romagna e Marche, Val d'Adige e Tirolo, Provenza. In altotedesco Verona era chiamata Bern, e perciò i suoi denari erano chiamati berner. Merano coniò il Grosso Aquilino, che valeva 20 berner (denarii veronenses).

Nel periodo fra il IX ed il XIII sec. il denaro veronese fu in forte competizione con le emissioni delle altre zecche italiane, fra cui si ricordano Lucca, Milano, Piacenza e Siena: la rivale senz'altro più spregiudicata fu però senz'altro Venezia, che, approfittando dei suoi traffici di argento con Bisanzio ed il Vicino Oriente, speculò fortemente sul fino dei suoi denari. Certo è che nel corso dei secoli dal X al XII avvenne anche per le emissioni veronesi un fortissimo svilimento del fino, passando da monete in buon argento a pezzi in mistura di basso argento.


La monetazione imperiale termina nel 1259 con l'avvento della Signoria scaligera, che iniziò l'emissione di moneta a proprio nome. I Visconti di Milano conquistarono la città nel 1385, e continuarono le emissioni a loro nome fino al 1405, anno in cui Venezia conquistò la Terraferma veneta e chiuse tutte le zecche dei nuovi possedimenti.

Vi fu un breve periodo di nuova attività dal 1509 al 1516 con la riapertura della zecca cittadina da parte degli austriaci, interrotta definitivamente dal ritorno dei veneziani.

Emissioni della zecca

Periodo di interregno

Rodolfo II di Borgogna Re d'Italia 922-926

Monetazione autonoma

I quarto del X sec. - Monete autonome

Dominio Imperiale

Ugo e Lotario II Re d'Italia - 931-950

Lotario II Re d'Italia - 945-950

Berengario II d'Ivrea Re d'Italia - 950-962

Ottone I Imperatore e Re d'Italia - 962-973
La serie di denari imperiali continua con l'Imperatore Ottone I. Sono conosciute almeno 135 varietà di conio provenienti da un ripostiglio scoperto a Feltre nel 1869. La moneta era in buon argento, con un fino di 973 millesimi.

Enrico II Imperatore e Re d'Italia 1013-1024

Interregno - 1024-1026
Nel periodo fra la morte di Enrico II e l'incoronazione a Monza di Corrado II furono coniati denari anonimi di tipo molto simile a quello enriciano.

Corrado II Imperatore e Re d'Italia - 1026-1039

Enrico III Imperatore e Re d'Italia - 1039-1056

Enrico IV e V Imperatore e Re d'Italia - 1056-1125
Molti denari di questo tipo sono stati ritrovati nel ripostiglio di Vadena nel 1885. Il fino riscontrato, pari a 260 millesimi, mostra una notevole svilimento rispetto ai denari di Ottone I di poco meno di un secolo prima.

Federico I Imperatore e Re d'Italia - 1152-1190

Enrico IV Imperatore e Re d'Italia - 1190-1197

Federico II Imperatore e Re d'Italia - 1218-1250

Dominio degli Scaligeri (1259-1387)

Monete anonime dei primi Scaligeri - 1259-ca.1312

Cangrande della Scala - 1311-1329

Alberto II e Mastino II della Scala - 1329-1352

Bartolameo e Antonio della Scala - 1357-1381

Antonio della Scala - 1381-1387

Dominio dei Visconti di Milano

Gian Galeazzo Visconti - 1387-1402

Dominazione austriaca

Massimiliano I Imperatore - 1509-1516

Bibliografia

  • Elio Biaggi - Monete e zecche medievali italiane dal sec. VIII al sec. XV
  • Ottorino Murari - Il mediatino di Verona: cattiva moneta scaligera.
  • Ottorino Murari - La moneta veronese nel periodo comunale. Estratto dagli "Annali " Università di Padova, 1965-66. 30 pagg. ill. 20,50
  • Denari veronesi dell' antirè Corrado di Svevia (prima metà del sec. XII). Estratto da "Memorie dell'Accademia Italiana di Num. " vol. III, 1988. 16 pagg. ill. 18,00
  • Quintilio Perini - Le monete di Verona (Rovereto 1902). Ristampa Forni, Bologna 1972. 110 pagg. ill.
  • Andrea Saccocci, 1988 - Circolazione di moneta veronese nell'età scaligera
  • Andrea Saccocci, 2004 - Contributi di storia monetaria delle regioni adriatiche settentrionali (secoli X-XV)

    La zecca di Verona

Personal tools